Poiché in lui la natura umana è stata assunta, senza per questo venire annientata per ciò stesso essa è stata anche in noi innalzata a una dignità sublime.
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LA RAGIONE DELLA SPERANZA CHE È IN NOI
(1 Pt 3, 15)

CHE STRANO
Vado per strada, giro su Internet, leggo i blogs: tutti quei mezzi di informazione che fino a pochi mesi fa erano così attenti alla battuta politicamente scorretta di Berlusconi, al rinvio a giudizio di qua, alla nota della Commissione Europea sulla finanza pubblica di là.
Oggi, scandalo Telecom di qua, finanziaria di Prodi scontenta-tutti di là, deficit-PIL che rientra sotto il 3% nel primo semestre (governo Berlusconi), al Senato maggioranza sconfitta sulla giustizia, un ministro chiede le dimissioni del collega perché "gli rompe i c....oni", soldati mandati in missione militare.
Eppure. Eppure. Santoro su RAI2 decide molto opportunamente di parlare di mafia e delle colpe del governo Berlusconi. I giornali praticamente ogni tre giorni stanno in sciopero. Nessuno minaccia di spegnere i lampioni a Piazza del Popolo. Una notizia bisogna cercarsela ormai. Insomma, SILENZIO E FAR FINTA DI NIENTE.
Il Potere cerca di nascondere. Ma gli italiani ancora sanno riconoscere i grandi fratelli.
REFERENDUM COSTITUZIONALE
VINCE IL NO
Voto inintelligente, ma molto furbo
Una disfatta di queste proporzioni non era prevedibile, da un quarto di secolo chiunque si è convinto che il premier deve avere poteri effettivi e non essere costretto a lavorare come un re travicello al servizio di lobby e partiti, che la navetta delle leggi tra Camera e Senato è una perdita di tempo, di soldi, di efficienza e di senso del governo della cosa pubblica, che il numero dei parlamentari è incommensurabilmente più alto del necessario, che il Quirinale è un palcoscenico ambiguo sul quale possono essere interpretati troppi e disinvolti ruoli in commedia, che alla fine poteri veri e responsabilità vere bisogna decentrarli, compreso il fisco. Posti di fronte a un bivio, quasi per caso, dopo una non entusiasmante cavalcata riformatrice cominciata in una baita di montagna, coi calzoni alla zuava e sotto la spinta pugnace ma rozza dei leghisti, abbiamo risposto a valanga che volevamo continuare per la stessa strada di sempre. Infatti, conviene. E questa è l’unica persuasiva spiegazione della disfatta. Il “paese senza” di Alberto Arbasino, ovvero la società senza stato, non ha alcun interesse a rimodulare le istituzioni, ad affermare un ruolo di comando del vertice repubblicano. Anche il mitico Nord si è autoilluso e autodeluso, non ha la forza, l’intelligenza e la cultura per opporre qualcosa di significativo alle Dandini, agli Scalfaro e ad altri showmen dello swing conservatore che va per la maggiore da sessant’anni.
Giuliano Ferrara
QUELLO CHE I GIORNALI NON DICONO
Al direttore - Leggendo i giornali della Fiat e di Della Valle sembra che Moggi non sia mai stato il direttore generale della squadra della Fiat e cioè degli Agnelli e dell’agnello di cashmere LCdM. Moggi sembra quasi un intruso, uno passato da Torino per caso. Sembra quasi che gli Agnelli/o siano stati, negli anni del sistema Moggi, vittime dello stesso. Anzi vittime non solo di Moggi, ma anche, o soprattutto, del sistema del signor Meani che fra una portata e l’altra, dal suo ristorante, telefonava ai guardalinee, perché li voleva intelligenti. Sembra quasi che gli Agnelli/o fossero costretti a sopportare Moggi per difendersi dallo strapotere finanziario dei diritti televisivi (dei quali, in realtà, la Juve è la maggior fruitrice). Insomma gli Agnelli/o si difendevano da Berlusconi, così come durante tangentopoli si difendevano da Craxi. Povera Fiat, che sembra sempre dover star lì a difendersi da qualcuno. Per fortuna che, al momento giusto, arrivano i Rossi o i Borrelli che i giornali della Fiat e di Della Valle osannano come salvatori della patria. Pronti a spazzar via tutti i “sistemi”, meno uno, quello più efficiente nel ribaltamento sistematico della realtà, quello che funziona sempre: il “sistema Mieli”. Un sistema di orchestrazione mediatica, basato sull’uso spregiudicato delle intercettazioni e su una fitta rete di giornalisti. Moggi rispetto a Mieli è un pivello.
IL CORAGGIO DI STUPIRE
A me sembra, più che la serietà al governo, l'immagine e il pensiero unico al potere.

I mass-media più potenti (sempre più ridicoli) stanno sponsorizzando questa genialata del ritiro di governo con articoli spietati, ricchi di senso critico.
Veramente una gran buffonata.
Pensa se il governo precedente avesse tentato qualcosa del genere: le reazioni sarebbero state mezz'ora di satira su Ballarò, trattati sociologici sull'aziendalizzazione della politica su Repubblica, una filippica domenicale di Enzo Biagi sul Corriere, e un'inchiesta dell'Unità su quante casse integrazioni sarebbe costato il convegno.
Tornando al "conclave": ma non dovrebbe essere sufficiente il consiglio dei ministri e i rapporti politici di forza per confrontarsi con i ministri? Non dovrebbe bastare il programma di governo? O forse Prodi ha bisogno di tenere sottochiave i suoi "collaboratori" per affermare la sua leadership?
Il coraggio di stupire. Ci stanno veramente riuscendo.

Ieri 400 mila pellegrini in piazza San Pietro per incontrare il Papa. Membri di un centinaio di movimenti ecclesiali e nuove comunità. Io tra loro, con i miei amici. Una esperienza incredibile, così importante per la Chiesa e per il mondo. Un'omelia del Papa memorabile, profonda, sullo Spirito Santo e la sua efficacia nella realtà concreta di ogni uomo.
Il resoconto dei nostri grandi giornali italiani sui loro siti Internet?
CORRIERE DELLA SERA:
Gli appelli del pontefice: «Rispettare la natura, non bisogna abusare della creazione». Sulla droga: «Una grande illusione»
LA REPUBBLICA:
Papa ecologista: "Rispettate le natura"
Quattrocentomila in piazza San Pietro"La droga è una grande illusione". "L'egoismo genera violenza"
Allestiti sei ospedali da campo, mobilitata la Protezione civile
ROMA - E' un Papa ambientalista quello che parla in piazza San Pietro a quattrocentomila giovani (ma non solo) radunati in piazza San Pietro per la veglia di Pentecoste: "Un massiccio strato di sporco copre la creazione di Dio. Non bisogna abusare del mondo ecc...ecc..
MA CI FANNO O CI SONO?
MA CHI VOGLIONO PRENDERE IN GIRO?
MA IN CHE MONDO VIVONO?

Auschwitz, Benedetto XVI, l'arcobaleno
QUALCUNO RIPARLA D'EUROPA
(Sul serio però, e non per finta)
Un Papa tedesco ad Auschwitz, 60 anni dopo. Cosa dire, cosa proporre ad un mondo che da tanta barbarie è ancora sconvolto, e che ha finito per arrendersi all'adorazione del niente o del Dio Relativum?
Proporre una religione, una filosofia, una morale, un'etica di comportamento? Sgridare i politici, o puntare a sollevare le masse?
Come svegliare l'uomo europeo, che finge ancora di dormire, rifiutando terrorizzato di svegliarsi?
Come parlare all'uomo?
Benedetto XVI
GRAZIE A QUESTO PAPA
NOI EUROPEI CI SCOPRIAMO
SEMPRE PIÙ CHIAMATI!!!
SIAMO CHIAMATI ALLA RICONCILIAZIONE
CON LA NOSTRA REALTÀ STORICA ED UMANA.
NON È VAGO PACIFISMO, MA RICONCILIAZIONE,
ATTRAVERSO QUINDI UNA RAGIONE SALDA
CHE CI FACCIA DISCERNERE IL MALE,
PER AVVICINARCI ALLA FONTE DEL BENE.
EUROPA, ECCO DOVE PUOI RINASCERE,
LIBERARTI, RISCOPRIRE CHI SEI
PER SERVIRE DI NUOVO L'UOMO
UN DUBBIO
Eviterò di fare ironia sulla divisione tra ministero delle Infrastrutture e quello dei Trasporti, oppure sul ministero dei "Giovani e dello sport", oppure sui Beni Culturali affidati addirittura a quel grande studioso di Rutelli... ma si può affidare un "ministero della Famiglia" ad una persona che non si è manco mai fidanzata?!?
HA PARLATO CHURCHILL
Follini: "Romano e Silvio? Due sconfitti. Servirà Grande Coalizione."